di Emiliano Moccia

ROMA – «L’autismo non va sconfitto ma conosciuto. Il pregiudizio sì, quello andrebbe sconfitto. La Sindrome di Asperger non è la fine del mondo, ma l’inizio di un nuovo mondo». Parola di David Catoni, giovane attore teatrale, presidente dell’associazione “Aspiedavid” ed affetto dalla Sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo che crea difficoltà nell’interazione sociale, nella comunicazione verbale e non verbale, nel controllo delle emozioni e che crea schemi comportamentali ripetitivi ed inusuali. La Sindrome di Asperger, infatti, è inquadrata nei disturbi dello spettro autistico, in quanto ha infinite sfumature e si manifesta in modi molto differenti tra loro. Il 18 febbraio si celebra la Giornata Mondiale per ricordare la nascita avvenuta nel 1906 di Hans Asperger, il pediatra austriaco che ha dato il nome al particolare modello di comportamento dei bambini che vedeva in ospedale a Vienna. Ed anche David è stato un bambino che ha vissuto sulla sua pelle la difficoltà di «gestire le emozioni. Perché un ragazzo con Sindrome di Asperger le emozioni le sente in maniera amplificata rispetto a un neurotipico e gli mancano alcune nozioni sulle regole sociali, sul linguaggio del corpo, sul linguaggio del volto e così via».

IL TEATRO COME TERAPIA

 

 

Continuamente si sente parlare di ansia, di stress, di panico e se ne sente parlare ovunque e relativamente a qualsiasi cosa; andiamo in ansia se siamo in ritardo a lavoro o se dobbiamo adempiere a compiti importanti,

 

Negli ultimi anni si sente parlare molto dell’importanza delle emozioni, dello sviluppo affettivo tanto che (finalmente) anche nelle scuole iniziano ad avere la loro rilevanza,

 

La comunicazione è l’aspetto più importante delle nostre relazioni ma non sempre si ha la percezione di quanto ho appena detto, anzi molto spesso la si considera di secondaria importanza e non la si cura adeguatamente;