Per definizione la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Il concetto su cui vorrei soffermarmi è quello di "riorganizzare positivamente la propria vita". In questo periodo di quarantena le nostre abitudini e la quotidianità nostra e di quella che ci sta intorno è andata a farsi friggere, per cui, necessariamente c'è bisogno di un riassetto temporaneo della nostra routine. Per far ciò entra in gioco la capacità di RESILIENZA. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze difficili, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti.

Come dice Oscar Chapital Colchado «La resilienza è la capacità di un individuo di generare fattori biologici, psicologici e sociali che gli permettano di resistere, adattarsi e rafforzarsi, a fronte di una situazione di rischio, generando un risultato individuale, sociale e morale.», ma la resilienza non deve essere confusa con resistenza. La resilienza è qualcosa di più; è resistere generando trasformazioni. Resistere richiama al significato di opporsi, non adattarsi.... quello che ci viene chiesto in questo periodo storico è esattamente il contrario, cioè accogliere, accettare e trasformare. Gli eventi negativi e traumatici che possono mettere a dura prova l'individuo nel corso della vita sono molteplici e in questi casi gli individui resilienti sono in grado di trovare la forza per affrontare le situazioni difficili uscendone talvolta, anche migliorati. Sono coloro che, di fronte a difficoltà ed eventi traumatici, non si arrendono e trovano la forza di andare avanti e sono addirittura capaci di trasformare l'evento negativo subito in una fonte di apprendimento che consente loro di acquisire competenze utili per migliorare la propria vita.

Il bello è che i meccanismi di resilienza sono presenti in ciascun essere umano e possono essere messi in atto da chiunque. Pertanto, ciascuna persona è, potenzialmente, un individuo resiliente.  Indubbiamente sono importanti i fattori e caratteristiche individuali; ad esempio un individuo naturalmente ottimista interpreta gli eventi negativi e i problemi che ne derivano come un qualcosa di transitorio che, pur tuttavia, fanno inevitabilmente parte della vita. Quest'atteggiamento dell'individuo ottimista non deve essere confuso con il tentativo di sminuire i problemi. Oltre a dipendere da fattori individuali e sociali, lo sviluppo della resilienza è correlato anche alla qualità delle relazioni intessute dalla persona, sia prima che dopo l'evento negativo o traumatico, ad ogni modo la resilienza può essere APPRESA.

Nell'attuazione dei meccanismi di resilienza i bambini sembrano essere più avvantaggiati. Questo perché, solitamente, essi sono in grado di attuare cambiamenti e adattamenti più profondi di quanto non facciano gli adulti, spesso ostacolati dal loro bagaglio fatto di esperienze passate e della concezione che hanno dell'ambiente e delle persone che li circondano. In questo periodo dovremmo assolutamente prendere esempio da loro, siamo stati bambini anche noi e quindi sicuramente resilienti.

La capacità di mettere in atto la resilienza dipende molto dalla concezione che gli individui hanno di sé stessi, del mondo e delle persone circostanti. Difatti, se per alcune persone la risposta resiliente ad eventi negativi si attiva in maniera quasi automatica, per altri individui i meccanismi di resilienza non vengono messi in pratica a causa della scarsa opinione che si ha di sé ("sono un fallito", "non ci riesco", ecc.), a causa della considerazione che si ha degli altri ("gli altri riescono e io no", "gli altri sono migliori", ecc.) e a causa della concezione che si ha dell'ambiente circostante, spesso visto come un posto pericoloso, imprevedibile e pieno di insidie e problemi.

 

Per mettere in atto la resilienza è, pertanto, necessario cambiare la concezione di sé stessi, degli altri e del mondo. Ciò non significa assumere un atteggiamento eccessivamente ottimistico, ma significa mantenere un atteggiamento realistico che permetta di adattarsi alla realtà in maniera consapevole.

Inoltre in un momento in cui siamo immersi nel qui ed ora, in cui i programmi futuri sono difficili da mettere in atto, la pratica della Mindfulness può di certo promuovere la resilienza. Tale pratica consiste nello sviluppare la capacità di concentrarsi nel presente e di "staccarsi" dai propri pensieri, osservandoli senza giudicarli, ma considerandoli solo per quello che sono, ossia prodotti della propria mente.